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Assaggi web: sempre più cibo, gli articoli degli altri in rete


Gli assaggi di questa settimana: a Torino apre la multifunzionale Nuvola di Lavazza; la sfida della spesa al discount, lanciata a uno chef; Heinz Beck, una certezza da oltre vent’anni che non smette di sperimentare; dolci nomi per antipasti salati, tendenze nella ristorazione; il dietista al supermercato ci accompagna alla cassa sulla retta via della sana alimentazione. Buona lettura!

1 ) Oltre la pubblicità sempre di più alcuni brand comunicano con progetti più ampi, che spesso si concretizzano in concept store aperti in grandi città. Luoghi di design, buona posizione e nei quali l’esperienza dell’acquisto sia sempre più coinvolgente e stimolante. È questo il caso di Lavazza che ha aperto recentemente a Milano un proprio caffè e si appresta a fare le cose ancora più in grande nella nativa Torino. Qui aprirà infatti Nuvola: museo del caffè, sede di uffici, bistrot e ristorante gourmet con un nome dai richiami quasi social, Condividere, che si avvale della collaborazione di Ferran Adrià e i piatti da condividere al centro della tavola ci saranno davvero. Per la parte estetica coinvolto anche lo scenografo Dante Ferretti. Data da segnare in calendario 8 giugno 2018.

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2 ) L’attenzione verso la spesa, il primo atto gastronomico di uno chef, è sempre alta, si parla di materia prima oggi e sempre meno di ingredienti ma la sostanza non cambia. Selezione innanzitutto, certo, avendo a disposizione un discreto budget oltre che adeguate conoscenze dei prodotti e fornitori fidati. Ma quando il budget è limitato e il nostro fornitore è un discount? Munchies ha lanciato la sfida a uno chef milanese, qui sotto l’esito della prova con qualche dritta sempre utile.

 

3 ) Heinz Beck, da oltre vent’anni in Italia legge, studia e prova a entrare appieno nella nostra cultura gastronomica e ci riesce appieno, anche dopo aver sposato una siciliana. Un successo consolidato che non si adagia sugli allori, la sua cucina ha anche un laboratorio dove la sperimentazione è continua. Equilibrio, leggerezza, salubrità e sprechi più vicino possibile allo zero, i capisaldi di un ristorante che rimane una certezza.

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4 ) Trompe l’oeil a tavola e il successo crescente della pasticceria fanno sì che nomi solitamente relegati al coté dessert del pasto (éclair, bigné, bon bon, macarons) vengano sempre più proposti dagli chef come antipasti ma in versione salata. E allora libero sfogo alla fantasia negli abbinamenti: eclair che sposano gamberi, macarons che si associano a fegatini e via di seguito.

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5 ) La grande distribuzione rappresenta spesso una grande tentazione, sopratutto se scegliamo di fare la spesa a ora di cena, quando la fame può dare cattivi consigli. Il consumatore informato e consapevole, attento studioso di etichette, è però sempre un esemplare sempre più diffuso. Un nuovo progetto promuove la conoscenza e la consapevolezza alimentare anche durante il momento della spesa, grazie alla presenza di un dietologo tra gli scaffali. Succede a Torino da Ipercoop, dove un esperto dietista, in collaborazione con il corso di laurea in dietistica della scuola di medicina dell’Università di Torino, vi saprà condurre con il carrello sulla retta via di uno stile alimentare corretto.

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About me

Impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante "flâneur", almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare, alle arti visive, alla lirica e alla lettura dell'opera omnia di Balzac. Restando coi piedi per terra coltivo queste attività come passioni personali, quando posso, nel tempo libero. Scrivo di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore credo siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove.

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Il termine indica una tipologia di coltivazione, produzione e quindi alimentazione a basso impatto ambientale, per cui il reperimento delle materie prime è esclusivamente locale.
In cucina denota la preparazione delle ricette con ingredienti che sono disponibili "qui e ora", cioè acquistati e prodotti entro lo stretto raggio del posto in cui si vive, magari dal contadino e che rispettano i piatti legati al proprio territorio e alla propria tradizione. L’obiettivo è di ridurre l’inquinamento e preservare la qualità degli alimenti (si evitano trasporti di merci per lunghe distanze con relativo abbattimento del gas serra e deperimento delle materie prime). In Italia la sua introduzione ha avuto successo e in alcune regioni, come il Veneto, il cibo a Km zero è diventato, tramite la Coldiretti, un marchio da apporre sui menu e sulle vetrine dei negozi, che possono essere trattorie, bar o ristoranti.
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