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Bespoke food – Il desiderio del ‘su misura’ approda al cibo


All’inizio furono le patatine.

I consumatori chiamati a creare il loro gusto preferito, e poi il pacchetto ritrovato sugli scaffali.

Il cliente che non solo è al centro del messaggio e delle scelte del produttore, ma ne diventa consulente e si trasforma in parte attiva del processo di creazione di ciò che vorrà acquistare.

Un nuovo modo di intendere il marketing, o forse solo una strategia comunicativa differente, per creare rumore sul brand e trarre valore dai desideri del cliente.

L’esperimento deve aver funzionato, perché il seguito c’è stato.

Lidl, con i suoi 570 punti vendita, ha deciso di proseguire nella strada e ha lanciato un’applicazione di crowdsourcing su Facebook: i consumatori hanno creato con due basi e 24 ingredienti la loro pizza preferita, che è stata poi messa ai voti.

La pizza vincitrice del contest è arrivata al supermercato e ha fatto il record di vendite la prima settimana, e si è attestata bene successivamente.

Ma non è finita qui, visto che poco dopo è comparso anche Carletto, testimonial dei sofficini, con la sua richiesta di aiuto: diteci che ripieno volete e noi ce lo mettiamo.

Tre le basi da mixare, e forma più da classico concorso, ma con il tocco in più di vedere la propria ricetta tra le proposte del brand e creare l’immagine grafica del packaging: è infatti possibile scegliere tra le illustrazioni del personaggio e i colori come sarà la scatola.

Il carrello dei desideri

Il carrello dei desideri

E non possono mancare le condivisioni sui social network, parte integrante del processo di creazione della ricetta, con l’affermazione del proprio prodotto ideale.

E siccome tutto ciò che funziona nel mondo reale viene bene anche in tv, ecco arrivare il primo talent show che segue questo trend: “Con La Ricetta Perfetta ribaltiamo la logica classica del programma di cucina e della produzione alimentare”, spiega Luca Boselli, amministratore delegato di Lidl Italia.

Sito e social network dedicati, una massiccia campagna pubblicitaria a supporto, ma soprattutto un sostanzioso progetto di marketing crossmediale con al centro l’ambizione del consumatore di diventare protagonista assoluto, non solo nelle sue scelte ma anche nella linea produttiva.

Un po’ di italianità, i concorrenti di ogni puntata sono tre e rappresentano Nord, Centro e Sud.

Un po’ di varietà, i partecipanti si sfidano in una categoria di pietanze: antipasti, primi, secondi di carne, secondi di pesce, piatti vegetariani, pizze e focacce, torte e dessert.

L’immancabile giuria, perché Masterchef è ormai un benchmark, questa volta formata da Davide Scabin, chef stellato; Maurizio Pisani, esperto di marketing; Margherita Contin, brand ambassador di Lidl Italia.

Ma soprattutto la ‘giuria popolare’ stile Sanremo, i clienti del supermercato di via Adriano a Milano, che assaggiando il piatto decreteranno il vincitore di ogni puntata.

La ricetta perfetta dopo le varie batterie sarà effettivamente inserita nella distribuzione, in un circuito vincente di creazione/promozione.

Una riflessione:

Che la cucina non passi più dalla creazione in casa è ormai sempre più evidente, soprattutto nelle grandi città. Ma che approdi al super, con ricette preconfezionate, ma comunque tailor made, è una novità a cui ci dovremo abituare.

Anna
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About me

Anna Prandoni, giornalista e scrittrice, si occupa da oltre quindici anni di enogastronomia, con particolare attenzione alla storia dell’alimentazione e alla sua influenza sulla cultura e sulla società italiane. www.annaprandoni.it

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