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Non è un paese per dolci


Non siamo un Paese che ama particolarmente i vini dolci. A parte qualche bella eccezione, pensiamo per esempio al Moscato d’Asti o al Passito di Pantelleria, è una categoria che non fa parte del nostro immaginario collettivo.
Tant’è vero che molti di noi continuano – sbagliando – ad abbinare i dessert alle bollicine brut, che ‘fanno festa’, ma sono quanto di più sbagliato si può degustare accompagnando un piatto dolce.

Eppure ci sono molte produzioni per intenditori che meriterebbero di diventare patrimonio comune, di una nazione che ha il culto del bere bene e non può cadere proprio alla fine del pasto.
E allora per le feste di Pasqua perché non deliziare il palato abbinando alla colomba un Torcolato?

torcolato
Il vino più celebre della famiglia Maculan è stato salvato dall’oblio da Fausto, che nel 1973 entrava nell’azienda paterna, allora – come la quasi totalità delle imprese vitivinicole dell’epoca – molto più attenta alla quantità che alla qualità. A partire dalla prima vendemmia, affrontata da solo nel 1974, iniziava un percorso che lo avrebbe portato a girare i continenti facendosi inteprete del Made in Italy attraverso l’inconfondibile stile dei suoi vini.
Grazie a Maculan il nome di Breganze è diventato familiare agli appassionati: un vino dolce ottenuto dalla pigiatura dell’uva di varietà Vespaiola (coltivata solo sulle colline di Breganze) dopo un lungo appassimento che Maculan ha saputo intepretare in chiave moderna, ottenendone un vino di rara eleganza che rivaleggia con i grandi Sauternes francesi.
Ai vini dolci Fausto Maculan ha affiancato la produzione di vini rossi, prodotti con le uve delle varietà coltivate a Breganze: Cabernet, Merlot, Pinot Nero, Marzemino. Tra i suoi vini più celebri il taglio bordoldese Fratta e il Merlot Crosara.
Sul solco dei grandi vini rossi si insersce oggi l’edizione limitata XL Vendemmia, riservata ai collezionisti e agli appassionati del marchio Maculan.
Una tiratura limitata di 300 magnum frutto della selezione della migliore produzione del 2013, quella di Cabernet Sauvignon Breganze DOC del vigneto Branza, a Breganze. Le bottiglie sono vestite da un’etichetta realizzata a mano dall’artista vicentino Pino Guzzonato, realizzate trasformando in carta la fibra ottenuta dai raspi degli stessi grapppoli d’uva da cui si è ottenuto il mosto.
Una bottiglia da regalare a chi sa apprezzare la storia, la tradizione e la grande attenzione ai dettagli che hanno reso questa cantina una tra le più apprezzate al mondo.

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Unaricettalgiorno è un lavoro di gruppo. Nasce dall’esigenza di prendere meno sul serio il mondo del cibo, ma non per questo spiegandolo meno seriamente, anzi. Costruito da professionalità diverse ma molto affiatate, è la nuova frontiera del magazine web di qualità.

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