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Assaggi web: sempre più cibo, gli articoli degli altri in rete


Gli assaggi di questa settimana: una ex carpenteria a Lione diventa palestra per testare la cucina di nuovi chef; l’orto di Enrico Crippa visitabile dal 5 aprile; la pasta con la carta di identità, un noto marchio fa un’operazione trasparenza; ristoranti e visibilità, basta essere bravi o serve per forza un bravo pr per farsi conoscere?; il Clandestino di Cedroni e i vichinghi. Buona lettura!

1 ) Recupero industriale e sostegno all’impresa della ristorazione. Potremmo definire così le due anime di un nuovo progetto lionese: una vecchia carpenteria recuperata diventa spazio per cucinare, servire pasti e testare la propria idea di cucina, tutto a disposizione di quindici cuochi per un anno. Una sorta di ambiente test, per mettersi alla prova prima di fare il grande passo e aprire un locale in proprio.
Qualche centinaio di coperti per il pubblico che potrà accedere a pasti a prezzi accessibili di potenziali future stelle della ristorazione.

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2 ) L’attenzione alla selezione della materia prima ha portato alcuni chef a produrla direttamente. In questo caso si parla di orto e di Enrico Crippa.
Dal 5 aprile sarà possibile visitare la distesa di 4000 metri quadrati più una serra che costituisce la riserva verde dello chef, alla scoperta delle 400 specie vegetali coltivate con criteri biodinamici. Un sapere gastronomico che sposa quello contadino grazie all’impegno e alle capacità di Crippa e al mecenatismo lungimirante della famiglia Ceretto che sostiene ad Alba dal 2005 il lavoro dello chef tristellato.

Leggi l’articolo completo su Gambero Rosso

 

3 ) Operazione trasparenza sulla pasta ad opera di un noto marchio che mette online tutta una serie di dati, oltre a una dettagliata descrizione sulla provenienza del grano. Altre informazioni aiutano meglio a comprendere le caratteristiche di una pasta di qualità, con foto esplicative e comparative; per riconoscere la tenuta della cottura, ad esempio. Un modello virtuoso da seguire.

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4 ) Nel panorama contemporaneo della ristorazione è sufficiente essere bravi e attendere di venire scoperti? Oppure occorre un ufficio stampa che a suon di social convogli l’attenzione?
Secondo l’autore del pezzo non necessariamente serve un PR per farsi scoprire ma a mantenere viva l’attenzione nel tempo sì. Insomma bastano le capacità ai fornelli per iniziare, ma occorre venire opportunamente promossi per mantenere la posizione. La ‘colpa’ è forse della continua sete di novità da parte di pubblico e appassionati, oltre che delle aperture sempre più numerose (cui seguono spesso chiusure!).

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5 ) Cuochi 2.0, ovvero della capacità di comunicare oltre che di cucinare. Moreno Cedroni rientra appieno in questa categoria e ogni anno conquista papille e attenzione mediatica con i nuovi menù del Clandestino che segnano l’inizio della bella stagione. Il suo susci Bar quest’anno propone un menu che come tema ha i vichinghi: sarde affumicate, stoccafisso norvegese e l’evocativo Idromele, bevanda degli dei, sono solo alcuni degli ingredienti. Suggestioni che fanno sognare viaggi e avventure per mare, per un locale che sta proprio di fronte al mare e per avventori pronti a salpare verso nuove mete del gusto.

Leggi l’articolo completo su Il dito nel piatto – Corriere Cucina

Roberto
Roberto
About me

Impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante "flâneur", almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare, alle arti visive, alla lirica e alla lettura dell'opera omnia di Balzac. Restando coi piedi per terra coltivo queste attività come passioni personali, quando posso, nel tempo libero. Scrivo di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore credo siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove.

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