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Assaggi web: sempre più cibo, gli articoli degli altri in rete


Gli assaggi di questa settimana: hotel e web marketing; il bilancio 2017 della scena gastronomica italiana; salviamo il ristorante borghese e di tradizione italiana; prodotti alimentari italiani all’estero; la galette des rois per festeggiare l’Epifania a Parigi. Buona lettura!

 

1) Hotel, turismo enogastronomico e web marketing. Quanti sono gli italiani che si affidano ad agenzie di viaggio per un semplice week end fuori porta? Solo il 20% secondo questa statistica. La rete, i social e i blog forniscono informazioni, pareri e possibilità di acquisto diretto e immediato. Anche le guide cartacee si consultano sempre più nella loro versione online. Se il consumatore pare pronto a questa rivoluzione digitale, altrettanto lo devono essere le strutture ricettive. Imparare a usare i nuovi strumenti e sopratutto garantire presenza e reattività online a richieste e commenti, per dimostrare cura e attenzione verso il cliente, indispensabili sia prima che dopo l’avvento della rete.

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2 ) Inizia un nuovo anno, ma prima si tirano le somme di quello passato, relativamente alla scena gastronomica italiana. Unendo i fatti elencati in questo resoconto il profilo che si delinea per la ristorazione italiana non pare positivo. Archiviato il 2017, non ci rimane che sperare per l’anno appena iniziato.

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3 ) La contrapposizione in cucina tra tradizione e innovazione è ormai superata? Di sicuro le espressioni linguistiche sono ormai stanche e abusate. Quasi tutti conciliano tradizione e innovazione (o dicono di volerlo fare). Chi per sincero rispetto della prima, chi per poca inventiva nel campo dellla seconda. Ci sono poi ristoranti nei quali la tradizione si cristallizza; riprodurre un piatto, sempre uguale e al tempo stesso sempre migliore, se possibile, con millimetrici aggiustamenti. Luoghi nei quali la ripetizione non è ripetitività ma riproposizione di classici ad alti livelli, e con una certa varietà di proposte. Ristoranti così esistono ancora? E se sì, riescono a sopravvviere? Iaccarino invoca il Panda del ‘ristorante tradizionale e borghese che diventa classico’ e invita a salvagurdarlo dall’estinzione.

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4 ) Mangiare italiano all’estero, fino a qualche tempo fa sarebbe stato un no tassativo, nella certezza di incorrere in orrori da italian sounding. Oggi non è più così sempre, negli USA, ad esempio, per chi proprio non ne può fare a meno, si trovano selezionati locali la cui cucina italiana non fa rimpiangere lo ‘Stivale’ a tavola. Diversa è la situazione dell’utilizzo, anche inusuale, dei nostri prodotti gastronomici da parte dei locali. Grazie ai dati raccolti da una start-up che distribuisce nelle case degli americani prodotti italiani di piccoli produttori, si scopre che torrone (consumato come merenda durante tutto l’anno) e pesto, vanno per la maggiore, senza tralasciare la salsa di pomodoro usata anche per farcire i bagels. Uno dei tentativi per penetrare in un mercato e combattere il fake; quanto agli utilizzi insoliti basta non storcere troppo il naso, un passo alla volta.

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5 ) Epifania alle porte, qualche idea per un dolce festivo in un week end fuori porta? La galette des Rois! Il dolce francese tipico della festa dei Re Magi: una pasta sfoglia ben cotta all’esterno, morbida e cremosa all’interno dove si nasconde una figurina che renderà ‘re’ il fortunato che la trova. In questo pezzo una carrellata delle migliori galette di Parigi.

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Roberto
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About me

Impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante "flâneur", almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare, alle arti visive, alla lirica e alla lettura dell'opera omnia di Balzac. Restando coi piedi per terra coltivo queste attività come passioni personali, quando posso, nel tempo libero. Scrivo di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore credo siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove.

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