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Assaggi web: sempre più cibo, gli articoli degli altri in rete


Gli Assaggi di questa settimana: chiusure di locali a Londra e il ruolo dei social; la trattoria italiana di Ducasse a Parigi; un’isola che è il nome di un vino unico da scoprire, il Madeira; la Taste Revolution della rinnovata Food Hall di Harrod’s; il km puro e gli ingredienti di montagna uniscono “chef d’altura”. Buona lettura!

1 ) Londra, piazza gastronomica globale, lancia un primo segnale di flessione nel sistema ristorazione? Parrebbe di sì, a leggere i dati sulle chiusure di insegne di ristoranti nei primi mesi del 2018. Le cause nell’articolo e anche le nuove tendenze dei locali, sempre più di nicchia. Il cliente medio appare volubile e grande utilizzatore di social, sempre a caccia di novità. Le sorti della ristorazione appaiono strettamente legate alle visualizzazioni e ai like.

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2 ) François-Régis Gaudry, giornalista e conduttore radiofonico, ci racconta dell’ultima apertura di Alain Ducasse in stile trattoria italiana. Una lunga serie di indirizzi quella dello chef francese, tanto da far parlare di galassia Ducasse. Quest’ultimo locale diventa occasione per tratteggiare la biografia dello chef attraverso il minimo comun denominatore della mediterraneità e, meglio ancora, degli influssi gastronomici italiani sul cuoco francese più famoso al mondo.

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3 ) Madeira, nome di un’isola che universalmente è ormai associata al nome di un vino unico, tanto da farsi anche aggettivo, madeirizzato appunto. Applicata ad altri vini è una caratteristica negativa, nel caso dell’originale invece riporta al particolare microclima, territorio, isolamento, un’alchimia irripetibile.
Un vino rinforzato e riscaldato nella sua produzione, di cui ci racconta tutto Il Guardiano del Faro.

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4 ) Se Charles Henry Harrod, droghiere del XIX secolo, fu pioniere di Harrdods, oggi i grandi magazzini più noti al mondo e sinonimo di lusso tornano alle origini dopo un periodo di grandi restauri e inaugurano la nuova Food Hall. Il nome, The Taste Revolution, promette grandi cose: solo per il pane vengono promesse 30 tipologie diverse e per le bollicine un’intera stanza a disposizione, la Champagne room. Anche piatti pronti, grazie all’ex chef del Savoy Grill, in attesa che prenda forma uno spazio dining per proposte più ricercate a cena. Non rimane che prenotare un volo per Londra.

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5 ) I criteri di scelta degli ingredienti per gli chef conoscono una nuova frontiera, oltre alle primizie, oltre alla scelta del meglio indipendentemente da quanti km può aver percorso, e oltre al km0, alcuni chef di montagna hanno scelto il km puro. Di cosa si tratta? Di ingredienti d’altitutine, indipendentemente dalla latitudine, un filo rosso li lega tutti: la montagna. Norbert Niederkofler e la sua filosofia “Cook The mountain” ovviamente capofila di questo movimento.

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About me

Impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante "flâneur", almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare, alle arti visive, alla lirica e alla lettura dell'opera omnia di Balzac. Restando coi piedi per terra coltivo queste attività come passioni personali, quando posso, nel tempo libero. Scrivo di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore credo siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove.

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